Gli americani guidano la classifica degli arrivi. Sul podio ci sono anche tedeschi e francesi
Il turismo continua a rappresentare uno dei settori di maggiore interesse per il capoluogo piceno, con una presenza significativa di visitatori italiani e una componente internazionale sempre più articolata. I dati relativi agli arrivi nelle strutture ricettive evidenziano infatti un movimento turistico proveniente da numerosi Paesi, confermando la capacità di Ascoli di intercettare flussi differenti.
Secondo i dati rielaborati, da gennaio ad agosto gli arrivi complessivi nelle strutture ricettive della città avrebbero superato le ventimila presenze. A prevalere nettamente sono i turisti italiani, che rappresentano la componente principale con circa 16mila arrivi. Ma è soprattutto l’analisi delle provenienze dall’estero a fornire elementi interessanti, con una presenza distribuita tra Europa, Nord America, Asia, Oceania e Sud America.
Tra i visitatori stranieri, il gruppo più numeroso è quello proveniente dagli Stati Uniti, con circa 450 arrivi. Subito dopo si colloca la Germania, con 430 presenze, mentre dalla Francia sono arrivati circa 315 visitatori. Seguono il Belgio, con 270 arrivi, e i Paesi Bassi, che raggiungono quota 265. La Svizzera conta invece circa 240 visitatori, mentre dal Regno Unito ne sono arrivati 215. La graduatoria prosegue con la Spagna, a quota 195, e la Romania, con 185 arrivi.
Significativa anche la presenza di turisti provenienti da Paesi extraeuropei. L’Australia raggiunge circa 180 visitatori, mentre l’Austria si attesta a 175 e il Canada a 170. Dalla Cina arrivano circa 165 turisti, seguita dall’Albania con 155 e dal Brasile con 150. Più contenuti, ma comunque indicativi di una progressiva diversificazione dei mercati di provenienza, sono i numeri relativi alla Polonia, con circa 145 arrivi, al Giappone, con 135, e alla Corea del Sud, con 130. Chiudono la graduatoria la Repubblica Ceca, con 125 visitatori, e l’Argentina, con circa 120 arrivi.
Il quadro complessivo restituisce dunque una fotografia nella quale il turismo nazionale mantiene un peso largamente maggioritario, mentre la componente straniera appare caratterizzata da una provenienza particolarmente diversificata. Non si tratta soltanto dei tradizionali mercati europei: accanto ai visitatori tedeschi, francesi, belgi, olandesi e britannici compaiono infatti numeri significativi anche da Stati Uniti, Canada, Australia e da diversi Paesi asiatici. La sfida dei prossimi mesi sarà consolidare i flussi già intercettati e aumentare soprattutto le presenze.
Matteo Porfiri
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25 settembre 2026, 05:12Leggi notizia