Fabbrica di molotov, i piani per l’area. Il Caprilino e l’idea del restyling: "Un Consorzio per farlo rinascere"
Un’area abbastanza grande da poter ospitare un nuovo pezzo di città è rimasta per anni con capannoni vuoti, finestre sfondate e fabbricati nei quali si entra passando attraverso le recinzioni. Le Molotov provate dai quattro giovani nell’ex stabilimento di via Fermo hanno riportato l’attenzione sul Caprilino.
L’architetto pesarese Enrico Zampa ci racconta che da mesi sta incontrando i proprietari del comparto con l’obiettivo di costituire il Consorzio Caprilino e avviare la trasformazione prevista dal Prg e chiede al Comune di scegliere cosa farne. "Dopo aver bloccato lo sviluppo dell’area per 26 anni (era consentita solo la manutenzione ordinaria), ora il Comune prenda una posizione decisa per il bene della città".
"Se il Comune scioglie i nodi, i proprietari delle aree sono pronti, i capitali per investire su una città sicura, ricca, che risponde ai bisogni, arrivano – sostiene l’architetto Zampa –. I recenti episodi di cronaca riaccendono i riflettori su una questione che va ben oltre le singole bravate o le responsabilità penali che spetterà alla Procura accertare. Il tema centrale riguarda la gestione e la cura della città, poiché la vera prevenzione si costruisce con l’ascolto della cittadinanza, l’educazione e il contrasto al degrado urbano.
La messa in sicurezza dei singoli edifici non può rappresentare una soluzione definitiva di fronte a spazi di tali dimensioni lasciati in stato di abbandono. Il Piano Regolatore Generale del 2000 prevede già la trasformazione dell’intero comparto Caprilino, che comprende i capannoni e i terreni di via Fermo, via Senigallia, via Gagarin e via Jesi, in un nuovo brano di città. L’obiettivo è rispondere concretamente alla crisi abitativa con un modello urbano efficiente e sostenibile sotto il profilo della gestione delle risorse.
Per la realizzazione dell’opera è prevista per legge una compartecipazione minima del 66,6 per cento delle proprietà. Ad oggi, Fox Petroli detiene circa il 20 per cento delle quote e il Comune di Pesaro circa il 21 per cento. Nonostante le interlocuzioni avviate con diversi privati abbiano riscontrato un forte interesse a procedere, si registra uno stallo sul fronte istituzionale. A fronte delle richieste di confronto inoltrate per illustrare il progetto, l’assessore Nobili non ha mostrato interesse nel darvi seguito, mentre si attende da cinque mesi un appuntamento con l’assessore Pozzi.
La premialità urbanistica riconosciuta dal Prg vigente costituisce un incentivo concreto per riunire i proprietari. Al contrario, l’incertezza legata al nuovo Piano Urbanistico Generale (Pug) rischia di paralizzare i processi: la proprietà privata non può attendere passivamente senza garanzie da parte dell’amministrazione. Si richiede pertanto al Comune un atteggiamento propositivo e costruttivo per evitare che un’opportunità di sviluppo e riqualificazione si trasformi nell’ennesima occasione perduta per la comunità".
Cosa ne dicono le altre testate
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25 settembre 2026, 05:13Leggi notizia