Era latitante da 15 anni, ricercato per il maxi colpo al Casinò di Campione. Lo prendono mentre beve il caffè al bar

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Immagine: Il Giorno Milano
Montano Lucino (Como) – Poco prima delle 8.30 del 28 marzo 2018, Dario De Bernardi, rapinatore, oggi 54enne, originario di Bellano e latitante da quindici anni, aveva raggiunto la cassa centrale al primo piano del Casinò di Campione d’Italia, e dopo aver colpito un dipendente con un pugno, si era fatto consegnare 756mila franchi, finiti in uno zaino. Il più grosso colpo mai messo a segno nell’enclave. Da quel momento di lui non si era saputo più nulla. Le indagini erano arrivate ad arrestare i due complici e il basista, ma non il terzo rapinatore, l’uomo che si era allontanato su una Yamaha Mt-07. Al suo nome, carabinieri e Procura di Como erano arrivati quasi un anno dopo, quando era stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mai eseguita. Fino al primo pomeriggio di mercoledì, quando lo hanno arrestato i carabinieri del Nucleo Investigativo di Como. Le indagini riprese  Da qualche mese avevano ripreso le ricerche abbandonate da anni, su incarico del procuratore di Como Massimo Astori e del sostituto Simona De Salvo. Ormai certo di non essere mai più individuato, De Bernardi era seduto al tavolino di un bar di Lurate Caccivio, con 600 euro in contanti in tasca, in attesa di affrontare una visita oculistica. Da un medico privato, in quanto da tempo non era in possesso di documenti che lo avrebbero reso facilmente identificabile a un controllo. Non ha battuto ciglio quando i carabinieri lo hanno preso in consegna dopo avergli fatto terminare il caffè. Ma prima di portarlo in carcere al Bassone, lo hanno dovuto accompagnare in ospedale, per un malore causato dall’improvvisa consapevolezza che la sua libertà era finita. I militari gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare del 2019, ma ancora prima un cumulo di pene per un totale di 19 anni e 6 mesi di carcere, a partire dal 2009: la più alta, 11 anni, del 2015 per reati di droga, oltre a rapine. La sparizione nel 2011 Nel 2011 era sparito, evaso e mai più rivisto dopo aver chiesto di andare in bagno mentre era in una comunità. Negli anni successivi, già formalmente latitante, il suo nome è periodicamente ricomparso: non solo per l’assalto alla casa da gioco di Campione, ma anche in Svizzera, colpito da un paio di rintracci, tra cui uno per la rapina a un portavalori del 28 marzo 2017, esattamente un anno prima del casinò. Ai 19 anni che pendevano su di lui, si aggiungerà ora il processo che dovrà affrontare per la rapina al casinò, ma anche un arresto in flagranza per una Beretta 7.65 con matricola abrasa e un fucile calibro 9 illegalmente detenuto, trovati nell’abitazione di Montano Lucino in cui aveva trovato alloggio da circa un anno, dopo un lungo periodo passato in Brasile. Qui De Bernardi custodiva anche 98mila euro in contanti, nascosti sotto una piastrella del terrazzo. Una piccola sicurezza per chi si trova costretto a vivere senza conto in banca e senza documenti, per portare avanti una vita semplice, con un nuovo nome, Filippo: casa, supermercato, bar. La vita di chi si sente ormai al sicuro.

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