Emergenza abitativa, l’allarme: "Non si ripeta il disastro del 2022. Rischio speculazione sugli affitti"

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
L’inflazione ad agosto ha toccato il 3,3% e pare diretta verso il 4%. Determinante in questo senso la spinta dei prodotti energetici, sia per la crisi internazionale in corso che per la decisione del Governo di spegnere il taglio delle accise, in favore di azioni di minore effetto su cittadini e famiglie. In tutto questo per il Sunia di Modena diventa indispensabile la forte attenzione generale rispetto al costo degli affitti a canone libero (4+4) e transitori (da 1 a 18 mesi) nella nostra provincia. "L’evoluzione del costo di queste due tipologie è stato decisamente superiore ai livelli inflattivi, con una decisa spinta proprio tra 2022 e 2023, con effetti di trascinamento negli anni successivi – si legge in una nota – Nel caso della città di Modena la crescita dei canoni liberi, tra 2018 e 2025, è stata del 35%, contro una inflazione attorno al 20%. Al contrario dei canoni liberi quelli concordati, stipulati tra le associazioni degli inquilini e dei proprietari (che a Modena rappresentano i due terzi delle nuove stipule), sono stati perfettamente in linea con l’inflazione, registrando una crescita del 19,9% del costo al mq. Ma sono i contratti transitori ad aver registrato la crescita più forte, con un impressionante +46%, più del doppio dell’inflazione tra il 2018 ed il 2025, quasi tutta concentrata tra gli anni della grande inflazione (2022 e 2023) ed oggi. Proprio in questi contratti, utilizzabili solo a fronte di ben documentate esigenze temporanee dei proprietari e degli affittuari, si concentrano i maggiori abusi a Modena sul fronte degli affitti. Abusi che nessuno contrasta, salvo poi preoccuparsi per quanto accade agli utilizzatori principali di questa formula: gli studenti, i lavoratori precari, quelli della scuola, delle forze dell’ordine, della sanità, alla difficile ricerca di una abitazione in città a costi sostenibili". Non è di certo solo un problema del capoluogo; nei maggiori Comuni del distretto Ceramico l’aumento del costo dei contratti transitori è stata in questi anni superiore al 50%, con Maranello al 78%. Ma è Castelfranco Emilia, pur con numeri ridotti, a registrare il record, con una crescita del 90% tra il 2021 ed il 2025, anche legata alla forte crisi abitativa del distretto bolognese confinante. Il rischio è quello che si ripeta la condizione del 2022/2023, con i canoni liberi in ulteriore crescita e quelli già più critici, i transitori, sui quali potrebbero pesare le speculazioni più forti".

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