È una Virtus da corsa. Frazier, Bello e Carr: Mumbrù va veloce con la cavalleria leggera

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
La Virtus? Viaggerà a velocità di crociera. Scontato, il gioco di parole, dopo che due settimane fa, il presidente, Massimo Zanetti, insieme con il suo omonimo Mario, amministratore delegato di Costa Crociere, ha presentato il nuovo sponsor bianconero. Marchio importante che dà fiducia a una società attesa, di fatto, da una doppia rivoluzione. La prima si è già consumata sul campo, con l’arrivo di tanti giocatori nuovi, senza dimenticare l’allenatore. La seconda, invece, si attiverà all’inizio di dicembre. Quando la Virtus lascerà il PalaDozza per approdare, almeno per i prossimi vent’anni, all’Unipol Hall, che sarebbe poi il nuovo palazzetto dello sport, non più provvisorio, come nelle ultime stagioni, ma definitivo. Ci sarà anche la Coppa Davis, all’Unipol Hall, ma questo è un altro discorso anche perché noi, appunto, stiamo parlando di pallacanestro e della V nera. Abbiamo parlato di una rivoluzione estiva. I reduci, della passata stagione, sono rimasti davvero pochi. Abbiamo Daniel Hackett, che nel frattempo è stato nominato capitano e, sotto canestro, il suo vice, Momo Diouf. Tra i sopravvissuti dell’ultima stagione anche l’altro lungo, Aliou Diarra e Francesco Ferrari che, per dirla tutta, è arrivato in Virtus solo da gennaio. Paolo Ronci, riconfermato direttore generale – a dispetto di chi, durante la stagione appena conclusa, aveva sostenuto che sarebbe finito a Rimini – ha operato sul mercato come suo costume. Giocando d’anticipo. E giocando d’anticipo è arrivato a portare a Bologna un allenatore interessante. Alex Mumbrù, spagnolo, anzi, catalano, è diventato campione d’Europa come ct della Germania. Mumbrù ha lavorato di comune accordo, in estate, con Ronci. I due si sono sentiti spesso, durante i mesi estivi e si sono trovati d’accordo. Il budget bianconero è calato nel corso degli anni? Nessuno si è stracciato le vesti. E, dove non arrivano i denari, ecco le idee, le scommesse, gli azzardi. Che in realtà, troppo azzardi non sono. Prima, la Virtus, ha sistemato il parco italiani. Che è sempre stato il punto di forza del club. Tre le conferme, Daniel Hackett e Momo Diouf, che di fatto sono i veterani del gruppo – nonché gli unici reduci della vittoria dello scudetto del 2025 – ai quali bisogna aggiungere Francesco Ferrari, approdato a Bologna dall’inizio dell’anno. Ronci è andato a colpo sicuro, pescando due elementi che fanno parte della nazionale. Tommaso Baldasso, che conosce bene Bologna – è passato dalla Fortitudo – ha pure esperienza di Eurolega, avendola giocata con Milano. Nella Virtus che verrà, dovrà ricoprire un ruolo simile a quello di Matt Morgan. L’uomo che esce dalla panchina e spacca le partite. L’altro azzurro è Davide Casarin. Uno che la Virtus ricorda bene, non solo perché lo aveva inseguito già un anno prima, ma perché nell’ultima stagione, in maglia Cremona, aveva mandato a referto una tripla incredibile da centrocampo. Un canestro non fa primavera, ma con quella prodezza, di fatto, Casarin aveva risvegliato Cremona (al PalaDozza) costringendo la V nera alla più brutta partita di inizio stagione. Confermato il pacchetto di italiani di valore – dopo aver person persi Saliou Niang, Alessandro Pajola e Nicola Akele – ecco l’idea di una squadra con tanti portatori di palla. Play e guardie capaci di tenere ritmi elevatissimi: Marcus Carr e Rasheed Bello, Trent Frezier. Più Wendell Moore Junior, Bobi Klintman e Kessler Edwards. Senza dimenticare Kevin Kokila. Più i confermati Aliou Diarra e Derrick Alston Junior. Squadra interessante che, se riuscirà a correre, potrà togliersi tante soddisfazioni.

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