È arrivata la cicogna al Martinitt. Porta con sé 20 titoli e leggerezza
Ha iniziato piano. A fari spenti. Entrando in punta di piedi nella galassia teatrale milanese. Poi ha trovato il proprio posto. Si è allargato. Con la sua arena è diventato un punto di riferimento negli eventi estivi. Mentre la sede centrale si è aperta a spazi e attività, trasformandosi in una sorta di hub culturale. Insomma: non scherza niente il Martinitt. A cui i milanesi si stanno abituando a voler bene. Anche perché ben sintetizza un prezioso spirito popolare. Nel gusto, in una certa attenzione sui prezzi, nel dialogo con il territorio. Appuntamento allora in via Pitteri. Dove ieri il direttore artistico Stefano Marafante (soc. La Bilancia) ha presentato la nuova stagione, come al solito dedicata alla commedia.
Una ventina i titoli, senza contare il ricco cartellone pensato per le famiglie e i tanti appuntamenti speciali, trasversali ai linguaggi. Segnali di salute. Come le oltre 69mila presenze dello scorso anno. Un record. "Il Martinitt è oggi uno spazio che cerca di intercettare un pubblico eterogeneo attraverso linguaggi differenti – ha sottolineato Marafante –: dalle commedie agli eventi musicali, dal cabaret alla stand-up, fino alle serate legate al mondo degli influencer. L’idea è quella di un grande contenitore, un luogo dedicato all’incontro e alla socialità, che accoglie attività molto diverse fra loro, sempre più aperto e frequentato. Un punto di riferimento quotidiano, di relazione e di socialità". Ottimi i numeri. E cartellone che vince chiaramente non si cambia. Anche se in realtà potrebbe essere il momento giusto per aprire magari una parentesi su altro: teatro civile, ricerca, lavoro sul corpo. Chissà.
Intanto si inizia l’1 ottobre con “È arrivata la cicogna“, la bella scrittura di Valeria Cavalli qui diretta da Alberto Oliva. Una commedia. Dove il desiderio di un bambino nasconde qualche bizzarra sorpresa. Repliche fino all’11. A seguire fra gli altri “Terapia di gruppo“ di Christopher Duran per la regia di Arturo Di Tullio, “Se ti sposo mi rovino“ di Marco Cavallaro, la satira di Tommaso Bernabei in “#ADV Politicamente (S)corretto“, “Forbici e follia“ con Marco Rampoldi a guidare Max Pisu e Nino Formicola. E poi ancora i progetti di Matteo Vacca fra cui “Se devi dire una bugia è meglio dirla grossa“ da Ray Cooney, il Pirandello di Luca Ferrini, la prosa leggera di Roberto D’Alessandro.
Info: teatromartinitt.it.
Diego Vincenti
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25 settembre 2026, 03:25Leggi notizia