Docenti fuori sede: "In centro solo B&B e ai professori rimane l’opzione entroterra"
"Il tema è questo: gli affitti delle case sono saliti, e di molto, perché le soluzioni abitative vere e proprie si sono ridotte all’osso, cedendo il posto a bed and breakfast e case vacanza, il cui ammontare riflette la vocazione squisitamente turistica della città. Questa situazione, però, dovrebbe essere in qualche modo calmierata o comunque conciliata col fatto che questa è una città dove ancora c’è gente che lavora e che ha diritto ad abitare. Esattamente come il turista che viene per due o tre giorni qui". Così Laura Scotti, segretaria generale Flc Cgil di La Spezia, con la chiarezza e la concisione che da sempre caratterizzano le sue parole, commenta il quadro della situazione abitativa con cui oggi deve fare i conti tutto il personale scolastico che, da fuori, viene a lavorare alla Spezia e per questo ha necessità di trovare un alloggio in città.
"Altre particolari segnalazioni – continua Scotti – oltre a quelle che, come sindacato, abbiamo ricevuto nelle prime settimane dell’anno scolastico personalmente non ne ho ricevute ma so, per conoscenza, di persone che affittano l’abitazione a docenti e che si sono trovate a ricevere moltissime richieste dalla categoria. E la cosa che sottolineo è che si tratta di appartamenti che si trovano tutti fuori Spezia, per esempio in Val di Vara. Questo perché in centro, alla Spezia, si trovano ormai, essenzialmente, solo affittacamere e bed and breakfast. Quella che una volta era una caratteristica di questa città – continua Scotti – cioè la disposizione di appartamenti ammobiliati soprattutto in zona stazione o in quella dell’Arsenale, oggi è andata perdendosi e la città è diventata inaccessibile".
Discorso a parte, e dai toni se possibile ancora più emergenziali, è necessario fare per il personale Ata che rappresenta una fetta piuttosto consistente dell’organico scolastico. "Un altro discorso ancora – dice Scotti – è quello che riguarda il personale Ata delle scuole: gli stipendi di questi lavoratori del mondo scolastico sono, se possibile, ancora più bassi di quelli degli insegnanti; fermo restando che gli stipendi del personale scolastico sono i più bassi fra tutti quelli del pubblico impiego. Come è pensabile di pagare gli affitti che attualmente ci sono sulla piazza se si ha uno stipendio che sfiora i mille e cento euro, se va bene?".
E questo ha portato a distinguere un ulteriore fenomeno. "Se prima c’era anche un po’ di ‘movimento’ dalle altre province – prosegue Scotti – adesso è molto difficile che ci si sposti per lavorare in un’altra città quando si fa un mestiere del genere. Perché al giorno d’oggi non è possibile vivere con uno stipendio così basso – è netta Scotti –. Molto difficilmente quindi vengono lavoratori dal sud oggi, a meno che non abbiano parenti o qualche aggancio sul posto". Di fronte a questa situazione, quello che mi viene da pensare è che la scuola sia la figlia della serva rispetto a tutto quello che è pubblico – chiosa amara Scotti –. Noi della scuola ci contendiamo questo ruolo con la sanità ormai, perché stiamo facendo il medesimo percorso: si tratta di settori infatti che vengono ogni giorno sempre più impoveriti al punto da costringere le persone, gli utenti, a guardare altrove. E spesso lo sguardo cade sul privato".
Cosa ne dicono le altre testate
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25 settembre 2026, 04:42Leggi notizia