Ddl Caregiver, aumenta la platea di chi può ricevere aiuti ma i fondi restano gli stessi. Le associazioni: “Siamo oltre la beffa”

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Dopo un’estate caldissima che ha reso la vita dei caregiver familiari e dei loro assistiti ancora più complessa, in isolamento e con un tasso di povertà crescente, sono state approvate alcune novità per il disegno di legge sui caregiver presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera. Il 16 settembre si sono conclusi i lavori in merito al testo governativo intitolato “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”. Sono stati recepiti alcuni emendamenti proposti dai deputati di maggioranza che hanno modificato solo parzialmente il testo unificato del ddl caregiver voluto dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli del governo Meloni che finora ha provocato accese polemiche da parte dei diretti interessati e dal mondo delle associazioni che tutelano i diritti di donne e uomini disabili. Le modifiche al ddl caregiver familiari – Tra le novità introdotte, la soglia ISEE per accedere al contributo è stata allargata da 15mila a 25mila euro. Il contributo che spetta agli aventi diritto, che si attesta sempre per un massimo di 400 euro mensili assegnati ogni tre mesi, diminuirà progressivamente per chi ha un ISEE superiore ai 15mila euro fino ad una cifra minima di 40 euro al mese. E’ stata estesa la platea dei beneficiari che include anche i minorenni che assisteranno un familiare in condizione di non autosufficienza. Inoltre la distanza prevista tra caregiver e assistito viene quasi raddoppiata, passando dai 25 km ai 40 km. E’ prevista anche la salvaguardia di quelle leggi regionali in materia finora in vigore che forniscono assegni e offrono tutele. Inoltre la piattaforma INPS per la presentazione delle domande, inizialmente prevista come operativa entro il 30 settembre 2026, e che per quest’anno è costata circa 1 milione di euro, viene posticipata di quattro mesi e dovrà essere pronta entro il 2 gennaio 2027. Si tratta di uno strumento fondamentale dell’intero processo telematico di accreditamento, dato che per poter ricevere il contributo previsto dal ddl caregiver è obbligatoria la registrazione al portale. Prossimi passaggi parlamentari – Il testo deve essere votato dall’Aula di Montecitorio, scrutinio calendarizzato per il 2 ottobre e poi passare, come da prassi, successivamente anche al Senato per un’ulteriore votazione ed eventuale approvazione. Si conferma essere però una legge, come spesso è stato evidenziato in maniera fortemente critica da organizzazioni degli stessi genitori caregiver conviventi, che non stanzia risorse adeguate rispetto al fabbisogno reale e anche le recenti modifiche non prevedono nessun incremento, come ha confermato lo stesso relatore della legge in Commissione Luciano Ciocchetti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha dichiarato “l’impossibilità di aumentare la disponibilità finanziaria. Confido che se ne occuperà la prossima Legge di Bilancio”. A seguito degli emendamenti approvati è solo mutata la distribuzione contabile delle risorse: la dotazione specifica prevista per il contributo caregiver per il 2027 viene ridotta da 248milioni di euro a 186 milioni, ma allo stesso tempo viene incrementato il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità di circa 62 milioni di euro. Secondo la ricostruzione del testo approvato, le risorse complessive destinate all’intervento restano invariate. Il caregiver non viene considerato soltanto come persona che presta assistenza materialmente ma il ddl prevede che partecipi alla valutazione multidimensionale, alla predisposizione del Progetto di vita della persona con disabilità, alla scrittura del Piano assistenziale individualizzato e alla definizione del cosiddetto Budget di cura e assistenza. Le reazioni dei caregiver familiari conviventi e delle associazioni sono fortemente “critiche” – “Gli aggiustamenti apportati al ddl derivano solo da emendamenti presentati dai partiti della maggioranza mentre quelli presenti dalle opposizioni sono stati tutti bocciati, il che vanifica l’intento originario proclamato dalla Commissione XII tutta, di avere una legge ‘trasversale’”. A dirlo a ilfattoquotidiano.it è Alessandra Corradi, portavoce dei Caregiver Familiari Uniti che tra le varie cose hanno lanciato una petizione sulla piattaforma online IoScelgo per “vedere riconosciuti i caregiver familiari come dei lavoratori”. “Ampliare la platea dei beneficiari senza incrementare nell’ordine di miliardi di euro il fondo in dote, aumentando la soglia ISEE e aprendo anche ai minorenni, significa che avremo contributi mensili irrisori: siamo oltre la beffa”. “Gli emendamenti”, aggiunge Corradi, “avrebbero dovuto servire ad introdurre finalmente i servizi che davvero servono ai caregiver familiari come supporto psicologico, personale formato a domicilio e periodi di sollievo, oltre che tutto quello che manca finora ai fini pensionistici e per riuscire a mantenersi un lavoro in condizioni dignitose”. Su posizioni altrettanto critiche è anche Sofia Donato, portavoce della Rete Caregiver Familiari Comma 255 che ha partecipato, nominata in qualità di esperta dalla ministra Locatelli, ai lavori del Tavolo tecnico per redigere il ddl. “L’inserimento dei minori tra i possibili caregiver familiari”, dice Donato, “rappresenta il simbolo delle contraddizioni di questo provvedimento. Minori che, per legge, non hanno piena capacità di agire e che dovrebbero assumere responsabilità di cura così rilevanti? È davvero questa la strada attraverso cui lo Stato intende tutelare i propri giovani e garantire loro il diritto alla crescita, allo studio e alla costruzione del proprio futuro? Ciò che era iniziato come un giusto percorso di analisi e di ascolto rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione di campagna elettorale”. A bocciare senza appello il testo modificato anche il papà caregiver di una bambina con gravi disabilità e vice presidente di Nessuno È Escluso, Fortunato Nicoletti. “La montagna partorisce il gemello del topolino”, attacca, “dopo mesi di esame in Commissione il ddl Caregiver è contestato praticamente da tutti, anche se rappresenta qualcosa che non c’era mai stato prima. Le modifiche approvate sono largamente insufficienti, una in particolare per noi mortificante, quella che aumenta il tetto dell’ISEE a 25mila a saldi invariati tra l’altro, per cui tra 15mila e 25mila si arriverebbe a un contributo di solo 40 euro al mese. Inaccettabile, una presa in giro”. L'articolo Ddl Caregiver, aumenta la platea di chi può ricevere aiuti ma i fondi restano gli stessi. Le associazioni: “Siamo oltre la beffa” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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