Cims, ombre sul futuro. Mascia riferisce in Aula: "La crisi non indebolisca un’intera comunità"

Altre notizie di Incidenti »
Immagine: Resto del Carlino Bologna
di Enrico Agnessi "Dobbiamo evitare che una crisi aziendale finisca per indebolire un’intera comunità". È il passaggio cruciale dell’intervento dell’assessora ai Lavori pubblici e alle Società partecipate, Selena Mascia, che ieri in Consiglio comunale ha fatto il punto sulla difficile situazione della Cims rispondendo alla comunicazione urgente presentata da Nicolas Vacchi (FdI). A essere cambiato, rispetto alla commissione consiliare di luglio nella quale aveva parlato la stessa Mascia, è il fronte occupazionale. Cims ha infatti comunicato l’intenzione di ricorrere agli ammortizzatori sociali, con l’ipotesi di sei mesi di cassa integrazione e almeno 70 possibili esuberi. Parallelamente, il consiglio di amministrazione della cooperativa di Borgo Tossignano ha deliberato di avviare la procedura di concordato preventivo in continuità aziendale. "Non stiamo parlando semplicemente di un numero dentro un piano industriale – ha detto Mascia in riferimento ai possibili esuberi –. Stiamo parlando di 70 persone, delle loro famiglie, del loro reddito e della loro prospettiva professionale". Un impatto che, secondo l’assessora, non si fermerebbe ai dipendenti diretti: "Si rischia di disperdere un patrimonio di professionalità e competenze costruito negli anni e il coinvolgimento delle imprese dell’indotto". Da qui la posizione dell’amministrazione: "La priorità deve essere una: salvaguardare il maggior numero possibile di posti di lavoro e tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella riorganizzazione". Gli ammortizzatori sociali, precisa Mascia, "possono essere uno strumento importante di protezione del reddito e di accompagnamento, ma non possono rappresentare l’unica risposta alla crisi". Il tempo guadagnato dalla cassa integrazione dovrà servire "a costruire una prospettiva industriale". L’amministrazione guarda quindi al tavolo regionale di salvaguardia occupazionale, la cui convocazione è attesa a breve. C’è poi il concordato preventivo in continuità, strada scelta da Cims per affrontare la crisi finanziaria. Per l’assessora, però, la questione da affrontare è più ampia: "La domanda non può essere soltanto se Cims continuerà ad esistere. Dobbiamo chiederci con quale dimensione, con quanti lavoratori, con quali attività e con quale prospettiva". Per questo, aggiunge, sarà necessario attendere il piano e valutarne i contenuti "senza anticipare oggi conclusioni che ancora non possiamo conoscere". Il Comune dovrà contemporaneamente tutelare la continuità dei servizi e dei lavori pubblici affidati alla cooperativa. Cims opera infatti in diversi servizi sul territorio, dal verde ai cimiteri, ed è impegnata anche in cantieri municipali importanti (Rocca sforzesca e Lungofiume su tutti, sui quali Mascia ieri ha rassicurato), nonché in appalti privati destinati ad avere riflessi sul sistema pubblico come la costruzione della casa di riposo in via Laguna in odore di accreditamento e sulla quale il Comune conta di distribuire buona parte degli ospiti presenti oggi nella Cra Venturini da tempo bisognosa di un’ampia ristrutturazione. L’accesso al concordato, chiarisce Mascia, "non determina automaticamente l’interruzione dei contratti pubblici in corso". L’amministrazione continuerà quindi a verificare "contratto per contratto e cantiere per cantiere" la capacità dell’impresa di rispettare gli obblighi assunti.

Cosa ne dicono le altre testate