Candiani di Robecchetto. Annunciati 70 esuberi: "Grave e inaccettabile. L’azienda inverta la rotta"
Settanta esuberi annunciati alla Candiani di Robecchetto con Induno. È questo il quadro denunciato dalla Cub Tessili, che considera la prospettiva dei tagli occupazionali "grave e inaccettabile" e annuncia l’intenzione di contrastare gli esuberi attraverso un percorso sindacale. Al centro della contestazione c’è anche il rapporto storico tra l’azienda e il territorio.
La Candiani, sottolinea il sindacato, rivendica una storia industriale arrivata alla quarta generazione e un forte legame con Robecchetto con Induno. Luigi Candiani diede vita a Candiani Denim SpA nel 1938, a Robecchetto con Induno. Il primo nome ufficiale dell’azienda fu Tessitura di Robecchetto Candiani, in seguito conosciuta nel mondo come Trc. Primo Candiani sostituì il padre Luigi alla guida dell’azienda negli anni ‘60. Con lui, Trc iniziò la transizione verso la realtà che è ancora oggi. Primo comprese il potenziale del crescente mercato del denim e decise di rispondere di conseguenza. In quel periodo, Trc divenne verticalmente integrata e iniziò a dedicarsi esclusivamente alla produzione di denim.
La produzione aumentò a 2 milioni di metri di tessuto annuali, i dipendenti a 50. Durante gli anni ‘80, venne il momento per Gianluigi Candiani, figlio di Primo, di costruire l’azienda del futuro. A fronte di un’industria che si stava radicalmente trasformando, Trc espanse le sue vendite all’estero e si dimostrò pioniera di una delle più grandi trasformazioni del mondo del denim: Gianluigi fu infatti tra i primi a riconoscere la rivoluzione, duratura, trainata dall’introduzione del denim stretch e contribuì nel tempo a definire il concetto di denim premium. La produzione salì a 10 milioni di metri all’anno, i dipendenti a 250.
Ora è Alberto Candiani, figlio di Gianluigi, a guidare Candiani Denim. Il suo principale obiettivo è combinare la tradizione con le migliori innovazioni sostenibili. Alberto vuole contribuire a rendere la sostenibilità non una scelta, ma lo standard del settore tessile e della moda. Candiani Denim produce ora 20 milioni di metri di tessuto annuali. I suoi dipendenti sono diventati 700. Nella presentazione dell’impresa viene evidenziato come 62 dipendenti appartengano a famiglie presenti in azienda da tre generazioni.
Per la Cub, l’annuncio degli esuberi rappresenta quindi un cambio di direzione rispetto alla tradizione industriale dell’azienda. Il sindacato mette in particolare relazione la riduzione dell’organico con le scelte produttive effettuate negli ultimi anni, tra cui il trasferimento in Egitto della produzione del filato. "Mentre vengono annunciati investimenti mirati in Egitto – sostiene la Cub Tessili – proprio il reparto interessato da questa scelta viene oggi colpito dagli esuberi". Da qui la richiesta all’azienda di modificare strategia e puntare invece sullo stabilimento di Robecchetto.
Il sindacato chiede in particolare nuovi investimenti nell’innovazione tecnologica, nell’efficienza degli impianti e nelle energie alternative, con l’obiettivo dichiarato di contenere i costi di gestione senza trasferirne il peso sulle lavoratrici e sui lavoratori. La Cub contesta inoltre la strategia della delocalizzazione, definendola una scelta che rischierebbe di indebolire il tessuto economico e sociale locale e di produrre ricadute più ampie sul sistema produttivo italiano. "Un’impresa che rivendica una storia così profondamente legata alla comunità deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità sociale", afferma il sindacato, che ribadisce il proprio no ai licenziamenti e chiede di mantenere e rafforzare la capacità produttiva dello stabilimento.
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25 settembre 2026, 03:19Leggi notizia