Cambia l’oncologia: "Va tutelato l’Infermi"

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
"Rimini deve mantenere le vocazioni distintive dell’ospedale Infermi con oncologia ed ematologia, onco-ematologia pediatrica e radioterapia" premette l’assessore alla saluta del Comune di Rimini, Kristian Ganfreda. "Anzi, ne vengano individuate delle nuove per aumentare la capacità di offrire ai pazienti un più ampio raggio di trattamenti di prossimità". Le parole dell’assessore arrivano mentre è in atto una riorganizzazione con tanto di riforma da parte della Regione, sulla rete onco-ematologica romagnola, insieme all’Irst di Meldola. "Il percorso - riprende Gianfreda - mira a consolidare un istituto che rappresenta indiscutibilmente uno dei poli di eccellenza per la ricerca e la cura, andando a rafforzare quell’approccio di sistema che distingue e rappresenta un punto di forza delle politiche del nostro territorio". Il percorso è in fase avanzata, ma non tutti i dubbi per l’assessore sono stati fugati. "Quattro in particolare i punti di riflessione che ho voluto portare all’attenzione: in primis, uno dei punti fermi della riforma sta nella volontà di efficientare il coordinamento, mantenendo la capillarità dei servizi per i pazienti sul territorio. Per quanto riguarda Rimini, deve essere esplicitato il fatto che saranno mantenute le vocazioni dell’Ospedale Infermi". Qusto è solo il principio, perché "uno degli scopi dichiarati e ampiamente condivisibili e condivisi della riforma riguarda la riduzione di quelle che vengono definite ‘ridondanze organizzative’. Va chiarito prima di tutto che i posti letto di degenza rimarranno gli stessi, così come non cambieranno di una virgola le attuali strutture complesse presenti sui territori. La novità riguarderà dunque esclusivamente gli aspetti puramente di coordinamento. Su Rimini, ad esempio, è fondamentale mantenere la possibilità di effettuare terapie complesse (quali leucemie acute, trapianti autologhi) e terapie sperimentali, che richiedono lunghi ricoveri o numerosi accessi in day hospital". Il tema riguarda chi prenderà le decisioni nel futuro dell’onco-ematologia romagnola. "Auspichiamo inoltre che in questa fase finale del percorso si possano anche avere chiarimenti rispetto alle modalità di composizione del board a supporto di questa rinnovata rete oncologica, che sarà espressione dei diversi soggetti pubblici coinvolti. Infine, un ultimo aspetto riguarda la gestione del personale, con la dirigenza assegnata temporaneamente in comando all’Irst ed il comparto che rimane a pieno titolo assegnato all’Ausl della Romagna". Andrea Oliva

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