Caldo, siccità e territorio: "Servono nuove direzioni su acqua ed energia"

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
Caldo, siccità ed eventi estremi impongono in Emilia-Romagna nuove scelte nella gestione dell’acqua, delle risorse e dell’energia: i cambiamenti climatici sono un dato di fatto, non uno scenario astratto. Resilienza e coraggio sulle infrastrutture sono state le parole chiave del dibattito alla Festa provinciale di Fratelli d’Italia, dove Lorenzo Catellani, Lucia Baracchini, Emiliano Occhi e Stefano Orlandini hanno illustrato le opere realizzate e gli impegni futuri (moderato dalla giornalista del Carlino, Francesca Chilloni). La sfida emersa dalla serata è rafforzare la capacità del nostro territorio di adattarsi a un clima già cambiato, realizzare infrastrutture, introdurre nuove tecnologie e verificare nel tempo l’efficacia degli interventi. Catellani, presidente della Bonifica dell’Emilia Centrale, ha spiegato che ad esempio il Consorzio ha collegato le reti irrigue e realizzato opere che consentono al sistema dei canali di pianura di funzionare come una grande cassa di espansione diffusa: raccogliere l’acqua durante le precipitazioni intense e distribuirla quando scarseggia. Negli ultimi mesi il caldo estremo e il vento, che faceva evaporare in poche ore l’acqua usata per irrigare, hanno aggravato la situazione. La vendemmia anticipata mostra quanto rapidamente anche le aziende debbano "sterzare". Per Catellani servono opere complementari: i grandi invasi conservano l’acqua, quelli piccoli ne regolano la distribuzione. Ha citato la Cassa Bondeno a Novellara, il contrasto all’insabbiamento delle idrovore di Boretto, la nuova traversa di Cerezzola, le casse di espansione del Secchia e la pulizia dei canali interrati. Ha inoltre assicurato rigore amministrativo e tecnico nell’iter per arrivare alla diga di Vetto. "Non siamo fermi", ha affermato Orlandini, commissario straordinario del Governo per la diga. La prima parte del Pfte (progetto fattibilità tecnico-economica) è stata appaltata. "La Struttura commissariale risponde al contenzioso in sede giudiziaria e porta avanti progettazione, ricerca dei finanziamenti e pensa alla seconda fase". Secondo Orlandini, le associazioni ambientaliste che chiedono per via giudiziaria ulteriori approfondimenti rischiano paradossalmente di rallentare proprio la progettazione chiamata a svolgerli. Il Commissario mette in conto altri ricorsi. Tra i possibili benefici dell’invaso ha ricordato anche la produzione di energia elettrica rinnovabile. Baracchini, presidente del Parco nazionale dell’Appennino, ha chiesto un linguaggio comune tra le diverse discipline: le evidenze sul clima vanno tradotte in scelte che tengano conto dell’ambiente, dei costi e delle comunità montane. Il Parco, ha detto, può contribuire al turismo, a nuove forme di benessere e a opportunità di residenza, ma non può risolvere da solo i problemi dell’Appennino. Si è impegnata a valorizzarne le potenzialità, anche per i giovani, e ha auspicato ristori per le ricadute sociali della Diga. Occhi, geologo e membro del cdadi Ispra, ha parlato della necessità di assumere decisioni di lungo periodo e realizzare opere coordinate. Ha collegato il tema alla sovranità energetica e ambientale, citando ad esempio le ricerche di Ispra sulle terre rare nei vecchi siti minerari. Ha inoltre indicato il recupero delle acque reflue come un ambito in cui gli investimenti dei gestori sono ancora insufficienti, accanto alla tutela delle falde sotterranee.

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