Balsamico tradizionale e Igp. Le chiavi dell’Acetaia d’Italia al ministro Lollobrigida

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Immagine: Resto del Carlino Bologna
Il vincitore della 24ª edizione del premio ’Le Chiavi dell’Acetaia d’Italia’ è il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Istituito nel 2002, il premio viene assegnato a personalità del mondo economico, accademico e istituzionale che hanno contribuito alla promozione della cultura del Balsamico e del sistema italiano delle Indicazioni Geografiche. Nel caso del ministro, si è riconosciuto in particolare l’impegno per la tutela e la valorizzazione delle indicazioni geografiche, il sostegno ai Consorzi di tutela e la difesa dell’autenticità delle produzioni balsamiche modenesi. "Modena è una città straordinaria – sottolinea Lollobrigida –. Ci è stato tramandato tanto e dobbiamo saperlo preservare. Con un grande lavoro di squadra abbiamo lavorato nell’interesse del Paese, delle nostre città e delle nostre imprese, finalizzando il nostro impegno alla difesa e alla protezione dei prodotti e delle eccellenze locali". Il premio è stato consegnato da Enrico Corsini, presidente de Le Terre del Balsamico e del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale e da Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena. "Nonostante l’esperienza – chiarisce il presidente Corsini – ci sono momenti in cui l’emozione prende il sopravvento e questo è uno di quelli. Questa cerimonia, alla vigilia di Acetaie Aperte, rende ancora più evidente quanto sia importante fare sistema: solo unendo tutela, promozione e accoglienza possiamo far conoscere nel mondo i nostri Aceti Balsamici e, insieme a essi, Modena e il suo territorio". Come sottolinea Corsini, l’evento si inserisce infatti nel percorso di avvicinamento ad Acetaie Aperte 2026, la giornata promossa da Le Terre del Balsamico che domenica coinvolgerà 43 acetaie e realtà della provincia di Modena. Produttori, acetaie familiari e comunali e luoghi della cultura balsamica accoglieranno visitatori, famiglie e appassionati con visite guidate, degustazioni, dimostrazioni di cottura del mosto, travasi e rincalzi, masterclass, abbinamenti gastronomici e attività dedicate al paesaggio e alla biodiversità. "L’Aceto Balsamico di Modena Igp e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop sono espressioni diverse e complementari di una stessa terra – commenta Mazzetti –. La partecipazione dei Consigli di amministrazione dei due Consorzi conferma la volontà di lavorare insieme, valorizzando l’identità di ciascuna denominazione e costruendo occasioni capaci di avvicinare il pubblico alla qualità certificata, alla cultura produttiva e alle persone che ne sono custodi". Un patrimonio produttivo e culturale che si lega strettamente all’identità di Modena e alla sua capacità di attrarre visitatori da tutto il mondo. "Siamo orgogliosi di questa città e del territorio modenese, che annovera 27 prodotti Igp e Dop – spiega il sindaco Massimo Mezzetti –. In questo senso, l’aceto balsamico è un oro prezioso. Sopra il mio ufficio c’è l’acetaia comunale".

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