Aumentano le aggressioni a insegnanti, fondatore Senza Zaino: serve una scuola-comunità stabile

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Il 18 settembre scorso, in una scuola media di Centocelle a Roma, un ragazzo di tredici anni ha aggredito un’insegnante utilizzando spray urticante e un coltello. Pochi giorni prima, a Terzigno, un quattordicenne era stato trovato con una lama di 18 centimetri nello zaino. Questi episodi si inseriscono in un contesto più ampio di aumento della violenza fisica degli studenti contro i docenti, che secondo dati recenti è triplicata negli ultimi sette anni. Marco Orsi, pedagogista e fondatore della Scuola Senza Zaino, ha commentato che il problema non riguarda solo la sicurezza, ma anche il fatto che gli studenti non si sentono più a casa nella loro scuola. Secondo Orsi, la perdita di identità dei singoli plessi scolastici, assorbiti in grandi istituti comprensivi gestiti in modo amministrativo, ha contribuito a creare un ambiente scolastico privo di riferimenti stabili e comunitari. Orsi sottolinea inoltre la mancanza di una leadership educativa adeguata a livello di singola scuola e di classe, con figure di coordinamento che possano favorire la collaborazione tra docenti e offrire agli studenti un punto di riferimento adulto stabile. Per il pedagogista, è fondamentale che la scuola sia una comunità in cui si coltivano valori come il senso di appartenenza, la responsabilità e la cura reciproca, elementi che favoriscono anche l’apprendimento delle competenze cognitive. Esperienze come quella della Scuola Senza Zaino, che si fonda su valori di comunità, responsabilità e ospitalità, dimostrano che è possibile un’organizzazione scolastica alternativa, capace di restituire identità e calore agli ambienti educativi.

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