321 vincitori di concorso del Ministero della Cultura esclusi dalle stabilizzazioni, denuncia il Comitato MIC

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Il Comitato MIC ha denunciato l'esclusione di 321 vincitori di concorso del Ministero della Cultura dalle procedure di stabilizzazione del personale, nonostante siano stati assunti tramite concorso pubblico nazionale. Questi lavoratori, impiegati in musei, parchi archeologici e soprintendenze del Mezzogiorno, sono stati assunti con contratti a tempo determinato e part-time di 18 ore settimanali, rinnovati fino a novembre 2026. Secondo il Comitato, la situazione rappresenta un problema rilevante sia per i lavoratori coinvolti sia per il funzionamento delle istituzioni culturali, in particolare nelle regioni di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. I lavoratori denunciano uno spreco di risorse pubbliche, una disparità di trattamento rispetto ai colleghi del Ministero della Giustizia, che sono stati stabilizzati, e un carico di lavoro spesso superiore alle ore contrattuali, con conseguenti difficoltà operative per gli enti culturali. Il Comitato MIC sottolinea inoltre che un emendamento per la stabilizzazione di questi vincitori è stato respinto in Commissione, mentre norme analoghe sono state approvate in altri comparti ministeriali. I lavoratori chiedono l'inserimento della loro stabilizzazione nel primo decreto utile e hanno annunciato lo stato di mobilitazione permanente per ottenere una soluzione.

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Tag: Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Ministero della Cultura, ministero della Giustizia, Comitato MIC